mercoledì 10 dicembre 2008

A cosa serve la politica?

Sessant'anni fa un gruppo di uomini che rappresentavano la politica di buona parte di tutti i governi riconosciuti allora finivano di scrivere il documento da molti considerato come la più alta espressione morale laica che l'umanità intera nelle persone dei suoi rappresentanti politici si sia data.
La dichiarazione sui diritti dell'uomo fu scritta sull'onda lunga dello sdegno che le guerre mondiali avevano provocato nelle coscienze di tutti gli uomini di ogni nazione, indipendentemente dal ruolo e della responsabilità che ognuna di esse ebbe in quell'abominio che furono le guerre mondiali.
Alla sua stesura parteciparono non solo politici ma anche filosofi e letterati, il testo infatti può essere considerato anche il frutto più alto di un dibattito filosofico cominciato con il ventesimo secolo riguardo all'etica e ai diritti umani. Per quanto laica ad essa confluirono sicuramente capisaldi fondanti delle religioni mondiali, a partire da quella cattolica, veicolata dal filosofo e teologo Jacques Maritain, considerato dallo stesso Papa Paolo VI suo ispiratore.
Entrata successivamente nei documenti essenziali delle Nazioni Unite, a tutt'oggi resta non vincolante per tutti i paesi membri, precisazione tutt'altro che superflua; se così non fosse sarebbe il colmo dell'ipocrisia, visto che a sessant'anni di distanza purtroppo buona parte dei dritti descritti vengono violati perfino dai paesi considerati più civilizzati.
La commemorazione di un documento così significativo non serve soltanto a celebrarne l'importanza ma a fare il punto della situazione sull'applicazione della stessa e, a vedere la condizione sociale che sussiste ancora oggi in molti stati si direbbe che non siano stati fatti grandi passi avanti, torture e pena di morte sono ancora all'ordine del giorno ad esempio negli Stati Uniti, la libertà di parola ed espressione sono un miraggio in Cina, Birmania e molte altre dittature è sufficiente ripassare sugli articoli più importanti per capire quanda strada c'è ancora da fare e la carta sui diritti dell'uomo è ancora lì, sotto gli occhi di tutti a ricordarlo impietosamente.

Ho pensato che un link avrebbe fatto un torto all'importanza e alla bellezza di ogni suo articolo così ho pensato che meritasse molto più spazio di qualche citazione. E' breve, trova i tempo di soffermati a leggerla per intero come ho fatto io che ahimè conoscevo solo vagamente i suoi contenuti.

Articolo 1

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2

Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3

Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4

Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5

Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6

Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7

Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.

Articolo 9

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10

Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11

Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.

Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13

Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.

Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.

Articolo 14

Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15

Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16

Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.

Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.

La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.

Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.

Articolo 18

Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20

Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.

Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21

Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.

Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.

La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22

Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23

Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.

Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.

Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.

Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24

Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.

La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.

Articolo 26

Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.

L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27

Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.

Articolo 28

Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29

Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.

Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.

Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30

Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.

sabato 15 novembre 2008

La doppia elica fra le dita di zinco

I fattori di trascrizione sono molecole complesse perché complesso è il compito che devono svolgere. Il DNA impacchettato all'inverosimile (*) nel nucleo di ogni cellula sarebbe inutile se la stessa non fosse capace di spacchettarlo in punti precisi per reperire l'informazione che le serve in quel dato momento-situazione.
Se aggiungiamo il fatto che oltre ad essere ripiegato su se stesso, nel nucleo è protetto da un doppio strato fosfolipidico, pressoché uguale a quello che protegge la cellula dall'esterno, si capisce subito che la trascrizione genetica di una cellula eucariote è un processo difficile che può essere svolto solo grazie a potenti attivatori per l'appunto "trascrizionali" in grado di traslocare all'interno del nucleo, decompattare la cromatina, liberare il DNA localmente dalle proteine (istoniche) su cui è ripiegato e infine attivare la trascrizione.
Che vuol dire attivare la trascrizione? Reclutare i fattori di trascrizione, le varie sub unità di RNA-polimerasi, tutti i cofattori necessari a mettere in moto questa vera e propria macchina e disporre via via il DNA, a monte della stessa in modo da non creare problemi di aggrovigliamento, sono pur sempre due filamenti avvolti su se stessi; immagina che succede quando si vuole sfibrare una cordicella mettendo un dito all'interno della trama cercando di allargare le fibre, a livello microscopico ci sono gli stessi problemi, ma il DNA deve aprirsi essere letto/copiato e richiuso a una velocità altissima e cercando di non commettere errori.
Come sono queste molecole che fanno tutto ciò, che forma hanno, perché è utile conoscere in maniera dettagliata un processo così complicato? I fattori di trascrizione sono una grande categoria di macromolecole che hanno i comune la sola caratteristica di interagire con DNA, in base poi al loro ruolo si classificano in attivatori, repressori, induttori e così via, ma soffermandosi sul fatto che interagiscono con il DNA è chiaro che devono contenere delle parti o domini con una forma ben precisa cosa che gli da la capacità di inserirsi fra i solchi della doppia elica o legarsi debolmente allo scheletro zucchero-fosfato.

Fra i tanti domini conosciuti uno dei più interessanti è quello a dita di Zinco, che ha questa forma qui.
Un atomo di Zinco tiene assieme 2 amminoacidi cisteina e 2 istidine facendo sì che la catena peptidica fra questi assuma una forma protrusa capace di riconoscere il solco maggiore del DNA, non solo ma in base all'amminoacidi di cui è composta legare in maniera specifica una sequenza ben precisa.
Basta così cambiare la punta di questo "dito" per andare a "beccare" un punto preciso di una certa sequenza genica che occorre trascrivere, ovviamente l'interazione è possibile solo dopo che altri fattori sono intervenuti ad aprire il locus o regione.
E' un po' difficile rappresentare, l'interazione fra due molecole così complesse come il DNA e il dominio Zinc-finger questo mi è sembrato un bel disegno:

Si vede il dominio che si intrufola nel solco maggiore e accanto ci sono proprio i punti di contatto tra gli amminoacidi di cui è composto e le basi azotate di cui è fatta la sequenza bersaglio.
Ciò che rende interessante lo studio di questa interazione sono le conseguenze che può avere una errato appaiamento che possono andare dai tumori alle malattie degenerative e tutto ciò che potrebbe comportare una disfunzione trascrizionale.
C'è chi c'ha preso gusto e ha deciso di specularci su, visto che è relativamente facile manipolare la sequenza che da la specificità al dominio basta capire quali amminoacidi mettere per riconoscere la sequenza voluta per disegnare uno Zinc-finger ad-hoc, il consorzio Zinc Finger è per il momento formato da un gruppo di ricercatori che spiega come fare e abbozza una serie di progetti per realizzare con questo sistema farmaci di nuova generazione, talmente specifici da avere un'altissima efficacia terapeutica con effetti collaterali pressoché nulli, finora sono di dominio pubblico ma non è difficile prevedere che molte di queste idee verranno brevettate e quindi vendute alle compagnie farmaceutiche in grado di portare avanti le ricerche.

(*) Per capire in che modo e in che misura il DNA è impacchettato all'interno del nucleo di ogni cellula non è utile snocciolare numeri che difficilmente ci darebbero un'idea corretta, molto meglio guardarsi un video che, con le dovute approssimazioni da una rappresentazione di sicuro più concreta.

mercoledì 5 novembre 2008

La notizia del giorno

Barack Obama trionfa, è il 44mo presidente degli Stati Uniti d'America

Decisive le vittorie in Ohio, Virginia, Iowa e New Mexico, che nel 2004 furono vinti da Bush

Alle 5 in punto (ora italiana) la Cnn rende ufficiale ciò che già da un'ora e mezza era apparso chiaro: Barack Obama ha vinto le elezioni e diventerà il 44mo presidente della storia degli Stati Uniti d'America. Il primo presidente di colore, il primo presidente figlio di africano. Subito dopo John McCain ha telefonato al rivale facendogli i complimenti e alle 5,20 è apparso sul palco di Phoenix (Arizona), con a fianco la moglie e la candidata vice presidente Sarah Palin in lacrime, ammettendo la sconfitta.

QUASI VALANGA - Quella di Obama è stata una vittoria netta, quasi una vera valanga, pur se in quattro Stati chiave (Indiana, Virginia, Nord Carolina e Florida) è stata battaglia voto a voto. La svolta si è avuta intorno alle 3,30 quando, prima Fox News (tv tradizionalimente vicina ai repubblicani) e poi la Cnn hanno assegnato l'Ohio e i suoi pesanti 20 voti elettorali al candidato democratico. L'Ohio era stato decisivo nel 2004 per il successo di George W. Bush. Subito dopo sono arrivate le assegnazioni di Iowa e New Mexico. A questo punto McCain avrebbe dovuto aggiudicarsi gli Stati della costa ovest, ma tutti i sondaggi della vigilia lo davano perdente. Il successo di Obama in Virginia è stata la mazzata finale alle ambizioni repubblicane e quando hanno chiuso gli Stati sulla costa del Pacifico, è stato solo una questione di conta matematica: Obama ha superato di slancio la soglia magica di 270 voti elettorali, che gli spalanca la strada verso Washington e la Casa Bianca. Alla fine Barack si è aggiudicato anche Florida, Colorado, Nord Carolina e Indiana degli Stati una volta feudi repubblicani, rendendo più netto il successo. McCain si è tolto una piccola soddisfazione aggiudicandosi il suo Stato dell'Arizona.

SENATO IN MANO DEMOCRATICA - Dopo otto anni quindi i repubblicani perdono la Casa Bianca, ma non è solo una sconfitta politica, aggravata dal netto controllo democratico sul Senato (sono ben 5 i seggi strappati ai repubblicani - Colorado, New Mexico, Nord Carolina, Virginia e New Hampshire - e potrebbero essere tre in più alla fine dello spoglio) e sulla Camera, oltre a un governatore (Missouri) tolto ai rivali. È una sconfitta epocale, che chiude una lunga epoca iniziata con il successo di Reagan nel 1980 (interrotta solo dalla parentesi di Bill Clinton) che portò al potere una classe politica e un'ideologia fortemente liberista e conservatrice e che si è conclusa con l'implosione della finanza senza regole, colonna del successo repubblicano, e l'impantamento nelle guerre in Iraq e in Afghanistan. Ora Obama apre una nuova era.





Da Corriere.it


lunedì 3 novembre 2008

Uno sguardo sul mondo

Un bambino è appena nato, i suoi polmoni si svuotano del liquido amniotico che lo ha avvolto e protetto nei nove mesi di gestazione per lasciare spazio all'aria, questa verosimilmente provoca una sensazione di freddo mai sentito prima, sgradevole e pungente, qualche secondo dopo gli occhi si aprono: un abbaglio. Per la prima volta i fotorecettori presenti in gran numero sul fondo della retina vengono stimolati dai raggi di luce e inviano al cervello una grande quantità di stimoli, un bombardamento di sfumature, ombre e forme in movimento incomprensibili ad una corteccia visiva "vergine" che non ha cioè alcun riferimento precedente, alcuna memoria per confrontare e interpretare tutti quei segnali tanto nuovi e misteriosi, non c'è da stupirsi se la prima esigenza che hanno tutti i bambini in salute appena nati è quella di piangere.
Passa qualche giorno e quelle forme e sfumature si fanno sempre più familiari, adesso comincia a crearsi tutto un reticolo di associazioni che coinvolge più sensi, la forma del viso di una persona con la sua voce con il suo calore, tutto comincia a incastrarsi e legarsi. Eppure inizialmente non tutto funziona come dovrebbe, un neonato guarda ciò che lo circonda ma il suo cervello comincia a non essere soddisfatto della qualità delle immagini o meglio della quantità di dettagli che i suoi occhi gli trasmettono, come se non gli bastano più un paio di ombre in movimento e qualche sfumatura ma vorrebbe molti più particolari per discriminare meglio le persone le cose e tutto quello che lo circonda, si chiama processo di accomodazione o "emmetropizzazione".
Ancora ci si chiede se sia soltanto un "lavoro" cerebrale, una ulteriore specializzazione e sviluppo della corteccia visiva oppure avviene un qualche cambiamento nei bulbi oculari o nei muscoli che muovono/deformano l'occhio per migliorare la messa a fuoco, fatto sta che l'ipermetropia congenita piano piano si va correggendo da sola e produce delle immagini che salvo altre patologie resteranno sempre uguali per qualità lungo tutta la vita.
Il senso della vista è il prodotto dell'interpretazione di impulsi elettrici provenienti dai fotorecettori da parte del cervello che svolge il grosso del lavoro, gli occhi sono soltanto dei sensori che captano dei segnali altrimenti incomprensibili, per questo a volte stati di coscienza alterati o punti di vista particolari possono distorcere la percezione di ciò che vediamo, usando una metafora neanche tanto distante dalla realtà, modi di dire come : "Vedere tutto nero" sottolineano quanto sono influenzabili i nostri sensi e quanto poco oggettivo il nostro giudizio sulla realtà che ci circonda quando non siamo nelle condizioni ideali di osservazione.
Un neonato non è capace di produrre una buona immagine per un difetto fisico dei propri occhi che piano piano correggerà ma soprattutto perchè gli manca il bagaglio di esperienze che arricchirà col tempo grazie a tutte le immagini che si fisseranno nella sua memoria. Ed è la stessa cosa che gli succederà in seguito quando, da adulto, si troverà nella condizione di dover vivere esperienze di cui non ha riferimenti passati a cui appigliarsi, e scoprirà quanto è parziale e limitato il suo punto di vista e quanto influenzabile la sua capacità di giudizio.


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domenica 5 ottobre 2008

La vita nuova

L'altro giorno leggevo che dei linguisti hanno scoperto la lingua più complicata che si conosca; appartiene a una tribù dell'Amazzonia i Piraha di appena 350 individui, quasi sconosciuta o per meglio dire di cui si conosceva soltanto l'esistenza ma non gli usi e costumi tanto meno la lingua. La definiscono "complicata" perchè è molto diversa da tutte le altre fin'ora conosciute non certo perchè abbia una struttura particolarmente complessa, anzi è l'esatto contrario, l'alfabeto è composto soltanto da 7 consonanti e 3 vocali e oltre ad essere parlata può anche essere fischiata! Per di più ha un vocabolario molto scarno e la stessa parola può avere diversi significati, tanta semplicità non è un caso.
Il linguaggio che una popolazione usa correntemente la dice lunga sullo stile di vita che tiene quella popolazione, e così in una società dove non esiste l'economia come la intendiamo noi non serve inventarsi una parola che significa 3 o 4, basta dire "molti" non certo per una difficoltà cognitiva di questa gente ma soltanto per una questione di opportunità, la loro vita semplicemente non prevede il concetto di accumulo e per questo non serve una definizione. E cosa più interessante è che non ci sono neanche parole che indicato i concetti di prima e dopo, potremmo pensare che ciò è dovuto alla loro filosofia di vita che non contempla la necessità di soffermarsi col pensiero su ciò che è stato o su ciò che sarà in futuro.
Io invece col mio pensiero mi soffermo fin troppo spesso a cose su cui non è necessario soffermarsi e questa volta l'oggetto è il mio modo di esprimermi. Ho notato che questo si adatta abbastanza rapidamente alle situazioni che vivo. Partendo dalle parole, l'esempio più banale: quando studiavo il mio lessico era pieno di parole che mi servivano a ripetere i concetti appresi, termini che a volte che sconfinavano impropriamente in contesti nel quale non erano nate, facendo la brutta figura del saccente che si vanta di usare un linguaggio complicato in pubblico per far notare che la sa più lunga di tutti gli altri. Ma anche le situazioni, quelle tristi mi mettono in testa pensieri che si radicano talmente tanto da influenzare le espressioni, questa volta non le parole in ma il tono di voce, gli atteggiamenti, l'umore cupo o allegro che sia traspare nel tono di voce e nella mimica facciale, al di là di ciò di cui si sta parlando, a volte tradendo incoerenza con quello che si sta dicendo a voce.
E infine le persone che mi stanno accanto, l'esperienza di instaurare un rapporto intimo vorrà dire prima di tutto imparare una nuova lingua, fatta non solo di parole ma anche di gesti e di comportamenti da modulare e ripensare. Da fuori si ha l'impressione che per far funzionare un rapporto è necessario cambiare il proprio stile di vita se non addirittura il proprio carattere pur di piacere o di non dispiacere, da dentro è chiaro che in realtà basta essere se stessi in un modo diverso, fare questo sforzo per non ferire coi propri "spigoli" la persona che sta accanto. I Piraha parlano da secoli una lingua semplice perchè da secoli fanno una vita semplice scandita dal giorno e dalla notte, fatta soltanto di caccia e raccolti. Quanto noi persone complicate, se decidiamo di semplificare almeno un po' la nostra vita iniziandone una nuova a tratti più "infantile", quasi automaticamente il nostro linguaggio si adatterà a tutte le nuove situazione difficilmente esprimibili con il vecchio.
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mercoledì 20 agosto 2008

Rita Atria

Qualche giorno fa i tg locali hanno dato la notizia, a dire il vero poco interessante, del matrimonio della figlia del boss Salvatore Riina. Il sacerdote nell'omelia ha sottolineato il fatto che la ragazza non ha proprio nulla da scontare e la società tutta non è autorizzata a dare giudizi negativi su una persona che ha avuto l'unica colpa di nascere in una famiglia mafiosa. Si può contestare un discorso del genere? Il giornalista Lirio Abbate lo ha fatto ricordando che questa gente, i parenti stretti del boss seppur incensurati, non hanno mai neanche per scherzo preso le distanze da tutte le malefatte commesse dalla associazione criminale di cui hanno fatto parte con coscienza; come dargli torto. Si possono prendere le distanze dalla famiglia in cui si è nati? Si, se pensiamo a esempi eroici conosciuti come quello di Peppino Impastato e sconosciuti come quelli dell'adolescente Rita Atria figlia del boss Vito Atria. Rita ha sempre vissuto con drammatico disagio questa sua parentela al punto da arrivare a denunciare i suoi familiari più stretti dopo aver perso il padre e il fratello in una faida con la cosca rivale.
Aveva 17 anni quando decide di rivelare al giudice Borsellino una quantità di informazioni che permettono l'arresto di molti mafiosi. Appoggiata e protetta dalla magistratura Rita purtroppo fa l'errore di farsi prendere dallo sconforto quando qualche tempo dopo Paolo Borsellino venne assassinato, così una settimana dopo nella sua casa di Roma dove viveva sotto protezione si toglie la vita, a soli 18 anni. Ma se vuoi conoscere meglio la dolcezza, il coraggio, il senso di giustizia e la capacità di rompere perfino i suoi affetti con la madre visita la pagina che raccoglie il suo diario.
Rita vive ancora nel ricordo di quanti hanno conosciuto la sua storia e gli ideali in cui credeva e adesso nel suo nome esiste un'associazione antimafia, la giurisprudenza stessa si è aggiornata riconoscendo la figura del "testimone di giustizia". Della figlia di Riina di cui non mi importa conoscere il nome non ci sarà mai traccia ne' adesso che è in vita ne' probabilmente dopo la sua morte.

sabato 19 luglio 2008

Una vita imbarazzante

Giustizia e verità si baceranno, promettono le scritture, forse per consolare tutti quelli che in questa vita non avranno mai il privilegio di assaporare ne' la giustizia ne' la verità, perché a questo mondo appare sempre più evidente che trionfano le ingiustizie e le ipocrisie. Gli ingiusti vengono elevati e i giusti messi da parte o peggio ancora assimilati ai primi. E chi dice la verità è meglio che chiede scusa perché crea imbarazzo. Come il giornalista che per il G8 tenutosi qualche settimana fa in Giappone, ha preparato una biografia di Silvio Berlusconi, toni pacati, nessun tipo di insulto o accusa un "asettico" elenco di cose che vanno dette sulla vita dell'uomo più potente d'Italia, dai guai con la giustizia alla forte presenza nei media, dalla fallimentare politica economica delle passate legislature agli attuali attacchi alla magistratura, tutto ciò che è successo sotto la luce del sole e che può essere raccontato non certo le recenti squallide intercettazioni in cui lo stesso raccomanda qualche soubrette che "sta diventando pericolosa". Eppure tutto ciò ha scandalizzato, Bush per primo visto che tale biografia è stata preparata dal suo ufficio stampa, al punto che sono state avanzate subito delle scuse ufficiali. A me scandalizzano tutti coloro che stringendo la mano al "nostro" premiere non sanno o per diplomazia fingono di non sapere con chi hanno a che fare e così mi spiego l'imbarazzo, come dire che loro quelle cose non le fanno e sicuramente quella biografia deve essere opera di qualcuno che doveva avercela a morte con il loro "amico".
Ma senza parlare di politica quante volte nelle relazioni personali faccio esperienza del fatto che di solito la verità è un miraggio, la gente si serve di mezze verità per farsi ragione per apparire migliori di ciò che è, mentre l'altra mezza verità quella scomoda perché mette in evidenza i propri limiti e i propri torti la si lascia per strada e più una persona è ben vista più è credibile e, per quanto grande possa essere la bugia che racconta questa diventa se non non proprio credibile quanto meno accettata e giustificata, perchè per amor di pace si evita di dire come la si pensa, perchè è più opportuno lasciar correre ed evitare di mettere in difficoltà facendo passare per bugiardo qualcuno ben voluto ma soprattutto perchè di solito chi dovrebbe farlo non è che si sente così a posto con la coscienza e per evitare ritorsioni tace e intanto la giustizia e la verità, a questo mondo, latitano.
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lunedì 30 giugno 2008

Azzurro cielo

I batuffoli bianchi corrono veloci
si dilatano e dissolvono
dietro quell'azzuro intenso:
olio su tela smisurato,
miscuglio di luce.
Pochi secondi e siamo là
ali robuste infondono sicurezza.
Tutti noi dentro i batuffoli e giù
quella coperta variopinta,
qui liscia e banale
là inesplorata e preziosa
dopo violata e sudicia.
Sopra le ultime piccole stelle,
occhi pigri neanche le cercano.


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martedì 24 giugno 2008

Echocrome

Ovvero il mondo in cui tutto ciò che vedi diventa realtà. Simulare il mondo dove ci muoviamo è relativamente semplice perché si conoscono bene le leggi che lo governano e dire a un computer come deve simulare il movimento di un corpo o la traiettoria di un raggio di luce è una cosa all'ordine del giorno in un videogioco moderno.
Inventare nuove leggi che permettano al videogiocatore di muoversi in un mondo strano ma sempre coerente con le leggi che lo governano è un'idea originale che richiede uno sforzo notevole di fantasia ma anche di programmazione.
Echocrome si apre con il canto di un soprano accompagnato da un crescendo di violini, lo schermo è tutto bianco, dal nulla compare un manichino che cadendo nel vuoto comincia a dimenarsi, atterra su una pedana collegata ad altre, inizia il tutorial. Una voce fuori campo annuncia che il mondo di Echocrome è governato da leggi speciali.
1a Legge: La persistenza della prospettiva. Ovvero se due parti si vedono unite per un gioco di prospettiva allora lo sono veramente.
Dato che è tutto il gioco è un rompicapo che si basa sulla percezione di oggetti disposti in un certo modo è sufficiente spostare il punto di vista così da creare una prospettiva tale che permetta di vedere le cose sotto l'angolazione che abbiamo pensato per unire due parti del livello.
2a Legge: La prospettiva delle cadute
Il personaggio va per la sua strada avanti e indietro per queste piattaforme, scale o pedane sospese nel vuoto e non si ha nessun controllo su di esso ma bisogna fare in modo che giunga in un certo punto per passare al livello successivo e l'unico modo per farlo è spostare il nostro punto di vista in modo da unire due punti come dice la prima legge oppure oppure farlo cadere attraverso dei fori da una pedana all'altra. Questo non cadrà come ci si aspetta dal punto più alto al punto più basso ma semplicemente da sotto verso sopra qualunque cosa voglia dire sotto e sopra in funzione del punto di vista che assumeremo di volta in volta.
3a Legge: Il mistero dell' esistenza. Ovvero ciò che sembra è. Se il personaggio sta camminando su una pedana interrotta seguita da un'altra perfettamente in linea con la prima, fin tanto che il nostro punto di vista ci permetterà di vedere l'interruzione questo tornerà indietro per evitare di cadere nel baratro e così non passerà mai da una pedana all'altra; non appena sceglieremo un'altra prospettiva, tale che ci farà sembrare le due pedane unite il manichino le attraverserà senza problemi. 
4a Legge: Il mistero dell'inesistenza. Ovvero ciò che non può essere visto non esiste. Simile alla precedente qualunque cosa ostacoli il cammino se non può essere visto allora non c'è e ciò significa che non produrrà variazioni nel moto del personaggio.
5a Legge: La prospettiva dei salti. Come la seconda, nelle pedane a volte compare un cerchietto bianco che rappresenta una molla che lo farà saltare dal basso verso l'alto anche qui dobbiamo far in modo che alto e basso assumano il significato che conviene a noi per superare il livello.
Echocrome è un rompicapo originale e come tutti i giochi del genere a volte può risultare appagante a volte, nei livelli più difficili, può diventare frustrante; resta un bel gioco in cui chiunque può trovarci degli spunti di riflessione su come i nostri sensi ci danno la possibilità di percepire la realtà e quanta differenza ci può essere a volte tra la realtà percepita e quella oggettiva.




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giovedì 19 giugno 2008

Il mondo immaginato

In un mondo ideale ci si aspetta che al governo vengano eletti solo gli uomini e le donne migliori o perlomeno chi non ha precedenti penali o processi in corso, nel mondo reale la maggior parte degli elettori hanno un debole per chi delinque e coerente elegge sistematicamente un governo formato da una percentuale di pregiudicati di molto superiore alla media nazionale.
In un mondo ideale si è disposti a perdonare ad un premier qualche problema con la giustizia (*) a patto che questo faccia bene il suo dovere che è soltanto quello di provvedere alle necessità della nazione, nel mondo reale il premier si fa eleggere solo ed esclusivamente per intralciare la giustizia e superare indenne uno dei suoi tanti processi che lo vedono imputato per reati gravi come la corruzione di un giudice.
E' un giochino che può continuare all'infinito ha tante varianti si tratta sempre di accostare la realtà all'idealità; credo serva a sfogare l'amarezza che si prova tutte le volte che ci si rende conto che le cose dovrebbero andare in un certo modo e invece vanno nel modo opposto, tutte le volte che ci si rende conto di essere nel giusto e cosa peggiore di essere in minoranza; e allora che si fa? O ci si fa giustizia da soli o ci si rifugia in un mondo fantastico costruito su misura per renderci meno tristi.



"..ogni fiore
se io avessi un po' di malumore
per distrarmi batterebbero l'ore
chiaccherando nel mio mondo ideal
.."

Cantava Alice prima di scivolare nel sonno e vivere in prima persona nel mondo che aveva immaginato da sveglia. E l'unica cosa di cui ha avuto bisogno per renderlo concreto è stata la sua fantasia. E quando a servizio della fantasia ci sono strumenti potenti come i computer questi mondi diventano reali, mondi immaginari ma verosimili, storie credibili che coinvolgono personaggi con caratteri complessi, simulazioni di cruenti guerre o di relazioni sociali come quelle che viviamo tutti i giorni. I videogiochi fino ad oggi hanno puntato sul realismo, l'obbiettivo è sempre stato quello di imitare la realtà e far immedesimare il giocatore in situazioni che difficilmente avrebbe potuto vivere in prima persona. Ce n'è uno che va al di là di questa idea; e così dato che si hanno i mezzi per riprodurre fedelmente la realtà perché non usarli per inventarne una nuova?


(*) A seguito la fedina penale di Silvio Berlusconi che non viene mai pubblicata su nessun giornale o telegiornale ma resa nota nel libro di M.Travaglio e P. Gomez "Se li conosci li eviti".
Berlusconi Silvio: 2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione Guardia di finanza, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà corruzione); 1 indagine in corso (istigazione alla corruzione di alcuni senatori).

Se non la conoscevi e sei rimasto sorpreso come me, perchè non mi aiuti a divulgarla così possiamo fare qualcosa per combattere l'evidente filtraggio che fanno i media pubblici davanti a notizie che potrebbero disturbare i potenti.

sabato 31 maggio 2008

L'uomo col fiore in testa

Un giorno Gregorio si sveglia con un forte mal di testa, va in bagno si guarda allo specchio, vede delle strane venuzze sul sopracciglio che si allungano a formare un gambo che all'altezza della stempiatura sorregge un piccolo fiore giallo.
Inizia così il primo romanzo di Daniela Guida, la narrazione surrealista è il mezzo per descrivere una storia d'amore sofferta, i cui protagonisti inconsciamente scaricano l'uno sull'altra le proprie difficoltà e i propri limiti.
La descrizione attenta degli stati d'animo è capace di sviscerare il mistero delle relazioni personali di come persone normalmente abituate a gestire gli eventi della propria vita sotto la guida della razionalità in balia di eventi inattesi come il nascere di un sentimento siano capaci di scelte sofferte, sofferte perché anziché alleviare i propri disagi produrranno ulteriore sofferenza e pur coscienti delle conseguenze agiscono, direi quasi, in funzione di nessuna logica.

"A casa Maya possedeva un grande baule verde di vimini : dentro conservava decine di regali ancora incartati. Li aveva comprati tutti per Gregorio, senza trovare mai il coraggio o l'occasione per darglieli. Ogni dono portava un po' di Maya con . Spesso li osservava per ore.."


Daniela Guida è una persona sensibile e ci da la possibilità di scoprirlo nel suo blog che cura con tanta passione oltre che nei suoi scritti sperando di cuore di leggerla ancora in nuovi romanzi.



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martedì 27 maggio 2008

Il volo del calabrone

Il volo ha sempre affascinato l'uomo e la prima idea che questo ha avuto era quella di imitare gli uccelli, Leonardo fu il primo a studiare con un metodo quasi scientifico l'aerodinamica del volo ad ala battente e quando nei primi del '900 ci furono i mezzi per costruire una "macchina volante" si pensò di riprendere il modello di volo degli uccelli.
Se la natura è capace di farli volare con questo sistema allora sarà il più efficiente e semplice; i risultati furono disastrosi e si capì subito che non era così semplice progettare un mezzo le cui ali abbiamo funzioni sia propulsive che di sostentamento con la stessa efficienza di un uccello; qualcosa che tutt'oggi va al di fuori della nostra portata.
Si studiò anche il volo degli insetti, questo vuol dire che si calcolò quanto devono essere grandi le ali, a che velocità devono battere e quanta energia ci vorrebbe per sollevare da terra un mezzo che usi lo stesso sistema. Ovviamente la più semplice aerodinamica alla fine è risultata quella di cui si servono tutti i velivoli di sempre: un'ala fissa che viene investita da un flusso l'aria che genera la portanza, quella spinta che fa pressione sul ventre dell'ala e una depressione sul dorso, facendo sollevare il mezzo.
Pur tuttavia con l'avvento di nuovi materiali leggeri e resistenti e nuovi motori più potenti non è da escludere veder volare in futuro qualche prototipo di velivolo ad ala battente, a dire il vero qualcosa a livello turistico è già in volo.
Fra i tanti animali volanti quello su cui si sono fatti gli studi più approfonditi è il calabrone, basta dargli un occhiata per capire il motivo. E' un grosso e pesante insetto e per le sue sue dimensioni ha delle ali talmente piccole che per quanto le muova velocemente queste secondo i calcoli fatti non dovrebbero produrre una spinta sufficiente a farlo volare. Il calabrone è un mistero, fa qualcosa che va contro le leggi della fisica, ma non di chissà quale fisica, la meccanica, l'aerodinamica tutte discipline che non hanno più segreti da centinaia di anni!
In realtà questa è quasi una leggenda, è vero che per molti anni il volo del calabrone fu un enigma ma è anche vero che piano piano, grazie a nuovi strumenti di osservazione si arrivò alla conclusione che per comprendere il volo di un insetto era sbagliato applicare il modello aerodinamico di un aereo. Se gli insetti avessero le ali lisce come sembra che sia a prima vista effettivamente questi non potrebbero volare, in realtà dopo un'osservazione al microscopio si vide che queste sono leggermente increspate e queste increspature quando le ali sbattono freneticamente provocano delle turbolenze. L'insetto produce attorno a se una bolla di aria turbolenta dentro il quale è capace di muoversi, niente a che vedere col volo di un aereo o anche di un uccello le cui ali piumate sono aerodinamiche per non creare turbolenze e minimizzare la resistenza aerodinamica.
Anche se soltanto '96 sono stati svelati tutti i segreti del volo del calabrone in ogni più piccolo dettaglio, resta il tutto il fascino della natura capace di compiere egregiamente imprese apparentemente impossibili e nei modi più impensabili.
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martedì 20 maggio 2008

La fabbrica di armi


"Il mio nemico non ha divisa

ama le armi ma non le usa

nella fondina tiene le carte visa

e quando uccide non chiede scusa."


È il ritornello di una canzone di Daniele Silvestri una canzone contro la guerra, una guerra che comincia dai trafficanti di armi passa da politici senza scrupoli che appoggiano azioni militari sotto la pressione della lobby delle armi e si concretizza sul campo di battaglia, ma questo è solo l'ultimo atto di una vicenda che inizia in ambienti di gente per bene dove difficilmente ci si sporca le mani.
Quante volte al giorno provoco una sofferenza su chi mi circonda anche senza "sporcarmi le mani" senza cioè nessun tipo di litigio o diverbio e quante volte sono stato io ad essere ucciso dall'egoismo o dall'ipocrisia degli altri. Com'è difficile restare impassibili davanti agli atteggiamenti di chi pensa: io ho ragione perché non faccio nulla di male è un mio diritto poi se tu vieni colpito, non è certo un problema mio arrangiati
Quando uccide non chiede scusa... e perché dovrebbe? Lui è nel giusto come è nel giusto chi lavora in una fabbrica di armi! ! Le nostre menti sono delle fabbriche di armi tutte le volte che generano pensieri egoistici di questo tipo e noi lavoriamo in questa fabbrica di armi di buon grado senza riflettere che di li a poco gli stessi pensieri produrranno delle inclinazioni e poi dei comportamenti che saranno dei fucili pronti a sparare su chi ci sta accanto. Perché perseguire la propria felicità è un desiderio sano ma se si comincia a pensare che bisogna essere disposti a tutto pur di raggiungerla perché mi spetta di diritto allora basterà poco per convincersi che al centro di tutto ci sono io che posso anche usare e abusare di chi mi sta accanto possibilmente salvando la mia reputazione anche ai propri occhi, perché se mi auto convinco che sono pulito è come se non fosse successo nulla.
Anche chi lavora in una fabbrica di mine anti-uomo se si disinteressa a tutti i bambini che hanno perso gli arti o la vita stessa e nessuno lo sveglia nella notte gridandogli che è un assassino alla fin fine il problema non esiste.
Chi è il mio nemico, chi mi ha sparato? Chi gli ha venduto l'arma o chi lo ha convinto a farlo perchè non era poi così grave?
Forse cominciare a ragionare sulle responsabilità è il primo passo per non odiare perchè se proprio non si può amare almeno provo a non odiare. Se ragiono sulle cause e trovo anche un piccolo appiglio per riuscire a giustificare chi mi ha fatto del male sono ad un passo dall'identificarmi col mio nemico, perché lo so bene che in un altro contesto i ruoli sono stati invertiti, perché io sarò stato il carnefice di qualcuno e i miei difetti saranno stati delle armi che volontariamente o no ho puntato su chi non doveva essere ucciso. E se il mio nemico è come me, dato che di me sento che non sono poi così cattivo allora neanche lui lo sarà, quindi non ne vale neanche la pena di avvelenarsi la vita con sentimenti così dannosi per chi li prova.
Un grazie di cuore chi ha ispirato questi miei pensieri, si è seduta accanto a me, neanche mi conosceva ma mi ha raccontato dei suoi assassini e io invece non sono capace di parlargli dei miei!

Il video


lunedì 12 maggio 2008

Domenica di Pentecoste

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Via Roma

Prospettiva sul mare,
un trenino minuscolo
su binari lontani
percorre una esse,
il profilo della costa.
Odore di pastina in brodo,
copre sporadico tanfo di fogna
sfuggito da tombini centrali,
e musica napoletana
sfuggita da persiane socchiuse
copre strilla di liti familiari ma pubbliche.
Tra l'acciottolato di un gradino e l'altro
bambini su tricicli cigolanti
mettono in fuga piccioni invadenti.
Un vecchio in canottiera
guarda i passanti in affanno
lui su una sedia decrepita
non va da nessuna parte.


Altro gradino altri giochi

Ivan col monopattino: talè cu c'è!
M: Mi fai fare un giro?
Ivan - Un'nnè miu.
M - Ok... ma stai attento e non ti stoccare una gamba, lunedì al centro. Ciao!


Via Palazzo Cirillo

Scalinate infinite
seminano sconforto
ma c'è un premio:
il dominio di Termini bassa,
ogni suo angolo raggiungibile
con uno sguardo o un aereo di carta.
Navi in attesa di essere scaricate e riempite
si perderanno all'orizzonte oltre Cefalù
Poche persone per strada,
si va a passeggio al belvedere la domenica.



Clelia
: Che hai fatto ieri sera?
M: C'era la veglia alla matrice.
Clelia: Lo sai che non sono esperta che fate?
M: Non è che ci vuole la laurea, che si fa ad una veglia? Sai che forse a fine anno riparto
Clelia: Perché non ti fai zito?
M: E sempre 'sti discorsi?! Me la cerchi tu? Ma poi che c'entra per ora.
Clelia: C'entra perché se avessi una ragazza qua non avresti sempre la testa a partire, così mi fai stare in pensiero, ma dove te ne vai sta volta?
M: In Brasile a fine anno, ma non cominciare a preoccuparti: non è sicuro ancora.
E se me ne prendo una di fuori?

Clelia: Come ha fatto tuo zio? Si e poi io come ci parlo?







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giovedì 8 maggio 2008

Gli uomini delle foreste

Le scimmie di grandi dimensioni, le antropomorfe, gli scimpanzè come gli oranghi condividono con la specie umana oltre il 90% del patrimonio genetico e anche senza capirci molto di genetica chi vide per la prima volta questi animali, pensò a buon diritto di dargli questo nome che nella lingua malese (Orang-Utan) vuol dire proprio "uomo delle foreste".
















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martedì 29 aprile 2008

Come le candele

Siamo delle spugne che si inzuppano di ossigeno, ad ogni respiro entra nei nostri tessuti trasportato dall'emoglobina contenuta nei globuli rossi, è tutto ciò che ci serve per distinguerci dagli esseri inanimati. La reazione di ossidazione ci rende "caldi" capaci cioè di regolare la nostra temperatura indipendente da quella ambientale, anche i nostri muscoli si contraggono ricavando energia dalla stessa reazione.
Eppure tutto ciò ha un prezzo, l'ossigeno è un elemento molto reattivo capace di reagire/trasformare tantissimi elementi compresi quelli che non dovrebbero, l'ossidazione di altri componenti cellulari è una reazione dannosa da cui la cellula stessa deve difendersi, i batteri ad esempio li classifichiamo anche in funzione della loro capacità di difendersi dall'ossidazione in aerobi o anaerobi obbligati. Tutto dipende dalla presenza di enzimi in grado di proteggere la cellula dall'ossidazione. Ovviamente anche noi abbiamo un efficace apparato enzimatico anti-ossidante pur tuttavia l'ossigeno può danneggiare le cellule perché formando dei radicali liberi, molecole con carica solitamente positiva capaci di reagire a loro volta, si innescano delle reazioni a catena indesiderate che alla lunga danneggiano le cellule e di conseguenza i tessuti.
Sono note le capacità anti-invecchiamento di tutti gli anti-ossidanti naturali i polifenoli ad esempio, presenti nel vino rosso o nel the verde, un fondo di verità ci sarà, basta osservare l'aumento dell'età media nelle popolazioni che fanno largo uso di the verde, anche se recenti studi tendono a ridimensionare questi effetti positivi degli anti ossidanti sulla longevità.
Se la vecchiaia fosse causata soltanto da questo i gerontologi che non si rassegnano al suo avanzamento possono a buon diritto arrivare a pensare che si può trovare un sistema per impedire del tutto l'invecchiamento e allungare così la vita fino a raggiungere età impensabili. Ovviamente non è così e molte di queste teorie hanno poco di scientifico, in realtà l'invecchiamento non è soltanto la conseguenza dell'ossidazione ma un programma genetico ben preciso, ogni nostra cellula è geneticamente programmata per invecchiare.
Sembra strano che un organismo vivente tanto dinamico capace di riciclarsi continuamente sostituendo completamente le cellule vecchie con altre nuove alla lunga va incontro ad un deterioramento, se il naturale turnover cellulare fosse perfetto tutto ciò non dovrebbe succedere, in realtà ad ogni divisione cellulare il materiale genetico che ricevono le due cellule figlie non è identico a quello posseduto dalla cellula madre, c'è una regione chiamata telomero situata all'estremità dei cromosomi che di volta in volta si accorcia leggermente, è difficile credere che una macchina di replicazione così efficiente non abbia saputo risolvere un problema così banale, fatto sta che tutto ciò produce un limite fisico al numero di replicazioni massimo a cui una cellula può andare incontro, oltre il quale le cellule figlie avranno un patrimonio genetico a cui mancheranno geni vitali e quindi non saranno capaci di replicarsi ulteriormente.
Come si può allungare un telomero in modo che una specie cellulare abbia una vita più lunga? C'è un enzima che fa proprio questo, si chiama telomerasi, ma anche la sua azione è regolata da altri geni, alcuni lo hanno definito l'enzima della longevità, si è visto che aumentando artificialmente la sua azione in un organismo vivente (Caenorhabditis elegans) la vita media si allungava del 20%.
Se si bloccassero i radicali liberi ci e si impedisse ai telomeri di "consumarsi" come la fiamma di una candela consuma la cera, potremmo smettere di invecchiare? In realtà non ne sappiamo ancora abbastanza della fisiologia cellulare e se ci sono altri eventi che regolano la longevità, quello che percepiamo è che l'invecchiamento è una diretta conseguenza della durata della nostra vita e il buon senso ci dice che se riusciamo ad accettare serenamente i segni del tempo sul nostro organismo questi improvvisamente smettono di essere un problema.
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martedì 22 aprile 2008

Earth Day

Oggi è la giornata mondiale dedicata al pianeta terra. E' una ricorrenza suggerita per la prima volta da un giornalista statunitense negli anni '70, siamo alla 38ma edizione. E' ancora così necessario organizzare eventi per sensibilizzare le persone sui problemi ambientali? A quanto pare si visto che sulle poltrone del potere un po' ovunque nel mondo ci stanno seduti sempre gli stessi pagliacci che continuano a condurre politiche economiche che danno al nostro pianeta una prospettiva di vita di qualche centinaio di anni, politiche che cercano di limitare i danni da qui alla prossima generazione e non oltre.
Basta ricordare che continuiamo a dipendere da un veleno che acquistiamo anche a caro prezzo, ma "in allegria" perchè si va a fare benzina senza rendersi neanche conto che di volta in volta con lo stesso importo ne riceviamo sempre meno, mai uno sciopero o una protesta seria su tutto ciò, del resto perchè mai protestare se le nostre auto a benzina sono delle ciminiere che espellono gas tossici nell'ambiente, l'ideale sarebbe proprio non usarle o usarle il meno possibile.
Per non parlare dei danni che causa il caro greggio nell'economia di un intero paese, miliardi e miliardi bruciati per i soli rincari, soldi che si potevano investire in ricerca per migliorare lo sfruttamento di fonti rinnovabili, si potevano inventare pannelli solari più efficienti o più economici, oppure costruire centrali eoliche al posto delle termoelettriche a petrolio o peggio ancora a carbone, tutti investimenti che avrebbero un ritorno economico nel giro di qualche decennio, e invece nulla di tutto ciò si resta ancora dipendenti dal petrolio e da una politica miope ancora incapace di cambiare rotta ed evitare il peggio.





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sabato 19 aprile 2008

Respiro

Ci sono soltanto due eventi che avvengono costantemente per tutta la durata della nostra vita, il battito del cuore e il respiro. Tutto il resto può anche interrompersi per qualche tempo ma le contrazioni del cuore che pompa sangue e della gabbia toracica che accoglie aria nei polmoni ci accompagneranno dal primo minuto della nostra esistenza (il cuore in realtà comincia a battere molto prima che nasciamo) fino al punto di morte. Sul primo raramente ne avremo consapevolezza e difficilmente saremmo capaci di prenderne il controllo, sul respiro invece basta poca attenzione per esserne coscienti e cosa strana per un processo così essenziale, possiamo anche controllarlo con la nostra volontà.
A volte paragonandoci a una macchina pensiamo che il cibo è la nostra benzina, ma non è così, i nutrienti che ingeriamo sono i mattoni con cui ricostruiamo ogni giorno tutti i nostri tessuti e tuttalpiù mettiamo da parte un eccesso producendo delle riserve sotto forma di grassi. Eppure la benzina, il vero combustibile con cui tutte le cellule rimangono vitali e con il quale bisogna far reagire i grassi per ottenere energia è l'ossigeno che si ricava dalla respirazione. Ecco perché si può vivere diverse settimane senza mangiare, un paio di giorni senza bere ma soltanto pochi minuti senza respirare e le prime cellule a soffrire una carenza di ossigeno sono guarda caso le più sofisticate e preziose che abbiamo ovvero quelle dove risiede la nostra ragione.
Siamo coscienti di un evento che avverrà sempre e comunque anche se ci distraiamo anche se vorremmo farne a meno e in questo modo qualunque amarezza ci riserva la vita, per quanto possa essere grande l'istinto autolesionista, difficilmente qualcuno è riuscito a togliersi la vita smettendo volontariamente di respirare. L'istinto di sopravvivenza è una forza così grande che la nostra natura impedisce con un sistema perfetto a chiunque di "dimenticarsi" o smettere volontariamente di respirare.
Sarà per questo che le filosofie orientali danno una grande importanza al respiro e al beneficio che si ottiene ponendo l'attenzione su un evento tanto spontaneo e ritmico. Ad esempio lo si può sfruttare come un metronomo a buon mercato per la nostra mente, uno strumento utilissimo per scandire e disciplinare i nostri pensieri ma non solo; a volte chi ha un credo tende a dargli il nome che lo fa sentire più a proprio agio ma non necessariamente perchè il risultato è sempre lo stesso: basta qualche minuto di attenzione per sentire che questa "cosa" soprattutto nei momenti di sconforto non fa altro che spingere dentro i nostri polmoni proprio ciò di cui abbiamo più bisogno e sempre con lo stesso movimento è capace di tirare fuori delle scorie come l'anidride carbonica che se restasse in eccesso nel nostro sangue ci ucciderebbe.
Un evento così semplice capace di fare due cose tanto essenziali per noi; ci nutre e ci purifica e tutto ciò anche se si è stanchi anche se non ci va di fare nulla. Lei è sempre lì, questa forza che si prende cura di me senza chiedermi alcun prezzo, nessun genere di sforzo, non mi stanco di respirare come un bambino non si stanca ad essere preso in braccio (*). E basta osservare, prendere coscienza, di questo ritmo per distogliere l'attenzione sulle piccole afflizioni della vita e di come nonostante queste essa rimane "vivibile" ne' bella ne' brutta, ne' triste ne' allegra, ne' prevedibile ne' imprevedibile, ma va, va qualunque siano gli eventi che ci si presentano davanti ai nostri occhi, le nostre decisioni in funzione di questi e le loro conseguenze su noi stessi e su chi ci circonda.


(*)

Ho sognato che camminavo
in riva al mare con il mio Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo
tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso
apparivano sulla sabbia due orme,
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma,
proprio nei giorni
più difficili della mia vita.
Allora ho detto: «Signore
io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso
che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo
proprio nei momenti più difficili?».
E Lui mi ha risposto:
«Figlio, tu lo sai che io ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali
sei soltanto un’orma sulla sabbia
sono proprio quelli
in cui ti ho portato in braccio»


Margaret Fishback Powers - Orme sulla sabbia

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mercoledì 9 aprile 2008

Bambini adulti

Federica di 10 anni ha uno sguardo sereno e fiero, una coda di capelli biondi che scende lungo tutta la schiena, in paese la conoscono tutti da quando accompagna nelle faccende di tutti i giorni la madre, 35 anni quasi del tutto accecata dal diabete con un deficit mentale riesce a condurre una vita quasi normale grazie ai suoi 6 figli che la aiutano in tutte le mansioni quotidiane. Ieri è venuta sola da casa sua, a quell'ora sarebbe dovuta essere a scuola e invece ha portato le urine di sua madre per un test di gravidanza. E' ancora una volta positivo.
Senza pensare ai lontani paesi del terzo mondo anche dalle nostre parti ci sono bambini che si sobbarcano pesi troppo grandi per la loro età e non bisogna essere degli psicologi per osservare le conseguenze disastrose sul loro sviluppo. Federica è capace di leggere il referto e quando sbircia l'esito si fa cupa, una bambina dovrebbe gioire alla notizia che avrà un fratellino ma non lo fa perché si rende conto che in quel contesto l'ennesima gravidanza non si può definire proprio un lieto evento e alla sua età tanta maturità lascia stupiti e produce un grande senso di ingiustizia perché a 10 anni una bambina dovrebbe fare tutt'altro che preoccuparsi delle gravidanze indesiderate di sua madre.
C'è una raccolta di cortometraggi su tutti i bambini cresciuti troppo in fretta a causa delle circostanze della vita o della cattiveria degli adulti che li costringono a diventare degli assassini o a sfinirsi in lavori tanto duri anche per una persona adulta, bambini invisibili, perché vivono in paesi così lontani con realtà talmente diverse dalle nostre che le loro storie difficilmente arrivano alle nostre orecchie. Oppure appartengono alla nostra realtà ma sono così ai margini che difficilmente ci accorgiamo di tanto disagio e ingiustizia.


lunedì 31 marzo 2008

Caos Calmo



Non posso continuare. Continuerò.

E' una citazione di Samuel Beckett con cui si apre il romanzo "Caos calmo" di Sandro Veronesi.
La storia inizia nel giorno in cui il protagonista Paolo, a mare con suo fratello, spavaldi a fare surf anche se non più giovani, non si lasciano scappare l'occasione di fare un gesto eroico; quello di salvare due donne che stavano per annegare. Neanche il tempo di inorgoglirsi che tornando a casa Paolo trova una scena terribile: il corpo della sua compagna precipitata dal balcone di casa circondato da vicini e parenti in lacrime.
Un lutto talmente improvviso e inaccettabile che paralizza la vita di Paolo; da quel momento in poi sembra che tutto continui a muoversi come sempre, ma si avverte che non è così, adesso tutto va avanti per inerzia e chi c'è dentro sta lì passivo a sentire questo aereo che non ha più spinta e che in maniera impercettibile ma inesorabile comincia a perdere velocità e anche quota. E non possiamo farci niente perché siamo noi il motore che non è più capace di spingere per riacquistare la quota corretta, si vorrebbe rimettere tutto in moto ma non si può, come se tutto restasse impigliato a quei momenti così ingiusti e incomprensibili (*). Il primo pensiero, l'unico pensiero che avrà Paolo sarà rivolto alla figlia di 12 anni che ha assistito all'incidente, terrorizzato da come la bimba potrebbe subire un lutto così grave. Pur tuttavia la figlia anche se rattristata dalla scomparsa della madre non manifesta alcun crollo, ne esterna il suo dispiacere con chissà quale sfogo di pianto.
Si dice fra se e se che prima o poi il colpo avrà le sue conseguenze forse in ritardo ma arriveranno e sta accanto a lei per sostenerla psicologicamente, per non farle pesare la mancanza della madre e per essere lì pronto ad aiutarla a superare quel momento in cui la bimba non sarà più capace di accettare con così tanto distacco la morte della madre. Ma quel giorno non arriva e nell'attesa Paolo le sta semplicemente accanto smette di lavorare, e per tutti i giorni la accompagnerà a scuola e la aspetterà fuori seduto nella panchina del giardino sottostante. Per distrarsi ripensa alla sua vita, ai particolari più banali, sopporta a malapena la compassione degli estranei che si fermano a chiedergli come sta e dei familiari sempre più preoccupati ma tutto gli scivola addosso senza dargli alcun beneficio; fin quando senza che lui faccia nulla, senza alcun apparente motivo qualcosa inizia a cambiare...




(*)
"Se il mio cuore avesse fiato correrebbe ancora

invece resta lacerato dentro a una tagliola"

Fiorella Mannoia - Fragile
..

martedì 4 marzo 2008

Ico

E' il nome di un bambino, un bambino diverso. Ico è nato con due corna in testa, la cattiveria del mondo d'oggi probabilmente non gli avrebbe dato neanche la possibilità di nascere, mentre quella della sua gente lo ha condannato lontano dal suo villaggio sbattuto dentro un vecchio castello e chiuso lì dentro, lasciato da solo a morire di fame. Ico piange impaurito, poi si calma e comincia a gironzolare fra quella struttura abbandonata avvolta in una atmosfera austera e decadente quando in cima ad una torre, appesa sul tetto nota una grande gabbia, sale le scale che si avvitano alle pareti della torre e scopre che nella gabbia c'è qualcuno. Chi sei? Chiede impaurito. E' una esile bambina bianchissima sembra fatta di luce, la bambina non risponde alla domanda perché non capisce la lingua. Ico cerca di avvicinarsi e appena prima di saltare sulla gabbia tranquillizza la bimba dicendogli: Non ti preoccupare ti libero io.
La prima volta che ci si mette a giocare a Ico, si capisce subito che non è un videogioco come tutti gli altri, poi si vanno a leggere le recensioni sulle riviste o siti specializzati e chi cerca di spiegare l'originalità del gioco si serve di espressioni che si addicono a opere di ben altra natura. Nei panni di Ico, bisogna fare una cosa soltanto, proteggere Yorda dandole la mano difendendola da degli spiriti cattivi, quando ci allontaniamo un troppo per esplorare il paesaggio e trovare una via di uscita la bimba si sente abbandonata e comincia a chiamare. Si crea un legame, non fra i due personaggi, ma fra il videogiocatore e Yorda, la missione è coinvolgente ci si muove in un ambiente verosimile ma con l'atmosfera di un quadro surrealista. Non bisogna sparare o uccidere nessuno, l'unica arma che Ico ha contro gli spiriti è un bastone di legno che troverà a terra all'inizio del gioco, poi l'unica cosa che dovrà fare è trovare la strada per uscire da quel castello, niente sullo schermo che ci possa far pensare ad un videogioco, nessuna indicazione di nessun tipo niente barre di energia, niente vite restanti o livelli che si susseguono e per salvare nel punto in cui si è giunti l'unica cosa che bisogna fare e andarsi a sedere su delle panchine che si vedono di tanto in tanto negli ambienti in cui ci muoveremo.
Perchè è così coinvolgente e perchè resta così a lungo nei cuori di chi lo ha giocato? Oltre all'ottima realizzazione tecnica, grafica curata e musiche azzeccatissime, oltre all'originalità e alla tenerezza che suscitano i protagonisti della storia il tratto più significativo è l'idea di fondo che il gioco propone, lo scopo ultimo è semplicemente quello di prendersi cura di un altro personaggio indifeso e fragile e questo senza rendercene conto produce un legame. Il semplice stare accanto a Yorda, prenderla per mano e accompagnarla aiutandola a superare alcuni passaggi più rischiosi, sentire che ha bisogno di noi, sentirsi responsabili richiama un sentimento che sta nel profondo di ognuno, che poi è il modo in cui tutte le opere d'arte adottano per suscitare l'emozione nell'osservatore, fare leva su sentimenti inespressi. Ico e Yorda non si dicono nulla perchè non si capiscono non hanno niente da dirsi, eppure si comprendono coi gesti, la bambina ha il potere di aprire alcune porte e Ico neanche glielo chiederà, così come quando sarà la bambina ad essere in pericolo lui saprà che dovrà tornarle vicino per difenderla.





Il sito ufficiale
La storia


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sabato 1 marzo 2008

La storia di un errore

Tempo fa ad un ritiro di meditazione (MPA) chi ci guidava ci ha posto il quesito che prima o poi ogni uomo si pone, qual'è il senso della vita? Alcuni dissero mettersi alla ricerca di Dio, altri aiutare il prossimo, altri ancora mettere al mondo un figlio. Il passo successivo di questa riflessione è quello di chiedersi cosa rappresentano per ognuno di noi tutte queste cose, è una risposta facile, ci si pensa poco e si arriva alla conclusione che sono tutti modi per raggiungere la felicità.
Quindi il senso della vita è quello di essere felici, semmai la questione si sposta a cosa sono quelle cose capaci di renderci veramente felici. A volte ci illudiamo che determinate scelte siano la strada per raggiungere la felicità ma poi ci mettiamo poco a scoprire che è una felicità fasulla e fugace, così proviamo altre strade e poi altre ancora e qui le cose si complicano perché cominciamo a pensare che crearci un numero maggiore di possibilità ci metta nelle condizioni ideali per trovare quella giusta e invece è proprio il contrario più possibilità abbiamo di fronte e più è difficile scegliere e di conseguenza più facile sbagliare. Così per non commettere altri errori si comincia ad andare per ipotesi: se facessi questa cosa non sarei tanto felice forse sarebbe il caso di fare quest'altra però anche questa ha i suoi vantaggi.. e ci si dimentica che a volte la soluzione è sempre sotto gli occhi, e se avessimo gli occhi puri dei bambini saremmo capaci di vederla purtroppo abbiamo deciso di indossare il filtro della razionalità fatta di calcoli e spesso di luoghi comuni fatti accaduti ad altri che pensiamo valgano in ogni caso, oppure pensiamo che le cose devono andare in un certo modo senò non valgono e tutte le altre idee sbagliate che si basano su presupposti sbagliati. Per questo anche le scelte che in un primo momento abbiamo ritenuto sbagliate possono dare un senso alla vita.
Mi viene in mente il caso di una gravidanza indesiderata, un errore che può dare alla luce una nuova creatura oppure ucciderla se chi la porta in grembo ragiona in termini di costi/benefici, disagi, vantaggi, opportunità, circostanze e tutto il resto come fosse una lunghissima equazione matematica in cui alla fine i due termini devono coincidere. Tutto ciò mi ha fatto tornare in mente il testo di una canzone scritta da un complesso che adesso non c'è più si è sciolto i due avranno pensato che non era più il caso di fare musica assieme, peccato.
La canzone inizia dicendo:
Questa è la storia,
la storia di un errore..

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