sabato 1 marzo 2008

La storia di un errore

Tempo fa ad un ritiro di meditazione (MPA) chi ci guidava ci ha posto il quesito che prima o poi ogni uomo si pone, qual'è il senso della vita? Alcuni dissero mettersi alla ricerca di Dio, altri aiutare il prossimo, altri ancora mettere al mondo un figlio. Il passo successivo di questa riflessione è quello di chiedersi cosa rappresentano per ognuno di noi tutte queste cose, è una risposta facile, ci si pensa poco e si arriva alla conclusione che sono tutti modi per raggiungere la felicità.
Quindi il senso della vita è quello di essere felici, semmai la questione si sposta a cosa sono quelle cose capaci di renderci veramente felici. A volte ci illudiamo che determinate scelte siano la strada per raggiungere la felicità ma poi ci mettiamo poco a scoprire che è una felicità fasulla e fugace, così proviamo altre strade e poi altre ancora e qui le cose si complicano perché cominciamo a pensare che crearci un numero maggiore di possibilità ci metta nelle condizioni ideali per trovare quella giusta e invece è proprio il contrario più possibilità abbiamo di fronte e più è difficile scegliere e di conseguenza più facile sbagliare. Così per non commettere altri errori si comincia ad andare per ipotesi: se facessi questa cosa non sarei tanto felice forse sarebbe il caso di fare quest'altra però anche questa ha i suoi vantaggi.. e ci si dimentica che a volte la soluzione è sempre sotto gli occhi, e se avessimo gli occhi puri dei bambini saremmo capaci di vederla purtroppo abbiamo deciso di indossare il filtro della razionalità fatta di calcoli e spesso di luoghi comuni fatti accaduti ad altri che pensiamo valgano in ogni caso, oppure pensiamo che le cose devono andare in un certo modo senò non valgono e tutte le altre idee sbagliate che si basano su presupposti sbagliati. Per questo anche le scelte che in un primo momento abbiamo ritenuto sbagliate possono dare un senso alla vita.
Mi viene in mente il caso di una gravidanza indesiderata, un errore che può dare alla luce una nuova creatura oppure ucciderla se chi la porta in grembo ragiona in termini di costi/benefici, disagi, vantaggi, opportunità, circostanze e tutto il resto come fosse una lunghissima equazione matematica in cui alla fine i due termini devono coincidere. Tutto ciò mi ha fatto tornare in mente il testo di una canzone scritta da un complesso che adesso non c'è più si è sciolto i due avranno pensato che non era più il caso di fare musica assieme, peccato.
La canzone inizia dicendo:
Questa è la storia,
la storia di un errore..

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli occhi puri di un bambino li vedo spesso nei malati,negli anziani vicini alla morte, nelle persone che stanno vivendo il"limite" e che hanno perso tutte le maschere e le corazze che la società impone. Sono quelle persone a cui è più facile farsi "prossimo" e, standogli vicino,ascoltandoli,sentire la gioia di essere parte di un disegno più grande.

ABICETTA ha detto...

La felicità, quello che può renderci felici è uno stato d'animo. Cercare dei mezzi esterni per raggiungerlo è come doparsi per partecipare ad una gara senza allenarsi comesi deve. Solo chi si allena costantemente, giorno per giorno, potrà raggiungere una condizione fisica stabile e duratura.

Salvina ha detto...

Non mi ricordo dove su internet una volta ho letto questo pensiero me lo sono appuntata e lo vgoglio riportare: "I desideri si possono avverare solo se accettiamo di lasciare fare all'essenza, di non parlare delle difficoltà. L'errore è vedere le difficoltà prima della meta da raggiungere. L'essenza abita territori dove non ci sono pensieri; anzi il pensiero la disturba, la inibisce, la stanca, la blocca, le toglie forza. Noi facciamo di tutto con i nostri ragionamenti per spegnere le risorse dell'anima" ...Che poi è un po' quello che ha detto Marco

marco ha detto...

Grazie a tutti per le vostre riflessioni sempre molto pertinenti e interessanti